Arbus ospita uno tra i più affascinanti territori della Sardegna. Le sue bellezze paesaggistiche e storico-culturali derivano da un passato ad economia mineraria. Il patrimonio è ricco di tradizioni e di incantevoli scenari, dalle località minerarie di Ingurtosu e Montevecchio, alle spiagge come la Costa Verde, Piscinas, Torre dei Corsari e Scivu. Da vedere:
Arbus è conosciuta nel mondo per i suoi coltelli, chiamati nel dialetto locale "Arresojas". Capoluogo dell'Arburese, ha dato in questo modo il nome al più tipico dei coltelli sardi. L'arburesa è infatti il classico coltello da scuoio, compagno inseparabile dell'uomo che abitava ed abita le campagne sarde. Altri coltelli, pure bellissimi, come le pattedesi, prendono origine da forme non tipiche della cultura sarda, come gli stiletti siciliani. Dire coltello ad Arbus ha da lungo tempo significato parlare della famiglia Pusceddu. Sono loro infatti ad aver ripreso una tradizione degli arburesi ed averla fatta conoscere nel mondo. A questo ha contribuito soprattutto il Maestro Coltellinaio Paolo Pusceddu, che ha creato nel 1986 il coltello più grande del mondo (lo è ancora per il peso, mentre per la lunghezza il record è diventato ormai preda di improvvisati coltellinai di tutta Italia). Oltre a questo curioso esemplare di 3.35 metri di lunghezza e 80 chilogrammi di peso, nel Museo del Coltello Sardo, ubicato in Via Roma ed attiguo al laboratorio del Maestro Pusceddu, è possibile rivisitare uno spaccato della storia della coltelleria in Sardegna, con importanti esemplari di quelli che sono considerati all'unanimità delle vere e proprie opere d'arte.
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